Rassegna stampa

Repubblica

Quando il rifiuto diventa moda

di Antonella Gaeta

Mercoledì 29 settembre 2004

BARI - La protesta sceglie la via del logo. Come negli anni Settanta, quando sbandieravano «no war», le t-shirt a Grottaglie dicono no alle discariche per rifiuti speciali. Magliette ma anche vestiti dal gusto retro, stivaletti anni trenta, gioielli metallici. Una raffinata collezione di risulta che porta bene in vista il cubitale marchio «rifiuto speciale», già fatta sfilare in una cava alla periferia di Grottaglie e di cui si è occupato l´Herald Tribune. Le motivazioni sono sul sito www.rifiutospeciale.it e nelle parole di Antonio Annichiarico, ingegnere e design che con l´architetto Mariagrazia Miale firma la contestazione. «A febbraio abbiamo scoperto che il nostro paese si stava trasformando in un´enorme discarica per rifiuti industriali non prodotti qui all´insaputa di tutti. Ai blocchi stradali abbiamo preferito questa forma di lotta pacifica».

Con l´associazione «Vigiliamo per la discarica» hanno prima raccolto tremila firme e poi hanno realizzato sacchetti di stoffa segnati dal logo che pendono, simbolicamente, dai balconi della cittadina. Poi, quest´estate, hanno confezionato magliette «rifiuto speciale» andate a ruba. In breve tempo alcuni stilisti hanno chiesto di disegnare gli abiti che, per il momento, provengono da un attento giro di mercatini. I prossimi passi sono la vendita dei capi e l´investimento degli utili in una fondazione «per il sostegno tecnico-scientifico alle comunità che subiscono rifiuti speciali».