Rassegna stampa
ADNKronos
Dopo l'anteprima a Milano, l'iniziativa sarà presentata a Firenze a 'Pitti Uomo' Operai in tute da lavoro sfilano contro le discariche La linea 'Indossa la protesta - Rifiuto speciale', disegnata da Antonio Annicchiarico e da Maria Grazia Miale, porta sulle passerelle la protesta degli abitanti di Grottaglie contro il secondo sito di stoccaggio
Lunedì 25 settembre 2005 Taranto, 25 set. (Adnkronos) - Gli operai metalmeccanici sfilano in passerella indossando le loro tute da lavoro, ma non solo. Nel defilè di questi improvvisati modelli ci sono anche capi d'abbigliamento realizzati con pezzi di lamiera, di legno e con veri e propri rifiuti provenienti dalla discarica di Grottaglie, in Puglia. Non è la follia di uno stilista e neanche l'ultimo 'grido' della moda, ma una curiosa forma di protesta portata avanti dagli abitanti del paese in provincia di Taranto e dall'associazione 'Vigiliamo per la discarica' che da due anni hanno deciso di dire 'no' alla realizzazione di un secondo centro di stoccaggio dei rifiuti.
L'iniziativa, realizzata per la prima volta l'anno scorso, avrà come testimonial un operaio metalmeccanico che indosserà una classica tuta azzurra. Una scelta che anticipa un'indiscrezione: la collezione 2006-2007 della linea 'Rifiuto speciale' potrebbe essere presentata il prossimo anno in occasione del centenario della Cgil. L'operaio modello in passerella ha preso il posto di una coppia di ultraottantenni che l'anno scorso sono stati i singolari testimonial della prima edizione della manifestazione. Il messaggio, ieri come oggi, è che questi abiti possono essere indossati da tutti a qualsiasi età e che in questo modo, oltre a lanciare una nuova moda, si generano guadagni da reinvestire nella tutela dell'ambiente. Una lezione di civiltà quella del comitato 'Vigiliamo per la discarica' che dalla Puglia ha dato il via ad un nuovo trend: unire la moda alla tutela dell'ambiente. Etta Ragusa, coordinatrice del Comitato, dice di ''aver riscoperto con grande gioia la forza emotiva e comunicativa del nostro corpo e del nostro 'costume', inteso come abito che riflette il proprio stato d'animo, il disagio sociale ma anche la gioia di chi lo indossa''. Si è voluto così affidare ''al nostro look - spiega ancora - la voglia di pace e serenità nei confronti dei nostri sprovveduti amministratori e soprattutto verso il nostro habitat naturale. Ci piacerebbe che anziché con blocchi stradali si riuscisse per una volta a tutelare in modo pacifico i diritti della gente, la salute e l'ambiente. E' solo un'utopia? Beh - conclude a nome del comitato ideatore dell'iniziativa - la moda serve anche a questo e noi non ci arrendiamo''. Ma gli abiti di questa singolare collezione oltre che ammirarli a gennaio prossimo sulla passerella fiorentina di 'Pitti uomo' possono essere visionati in anteprima cliccando sull'indirizzo web 'www.rifiutospeciale.it' che, pagina dopo pagina, presenta la nuova collezione. L'acquisto al momento non è ancora possibile ma una volta messi in vendita il ricavato andrà a favore della tutela ambientale. Fiore all'occhiello di questa nuova linea è appunto la tuta dell'operaio. ''Cosi' - spiegano gli organizzatori - si vuole vestire un nuovo eroe che difende e si difende con il potere della bellezza e che sperimenta e insegna un'altra convivialità in armonia con la natura''. Con l'associazione 'Vigiliamo sulla discarica' sono state raccolte tremila firme e confezionate durante l'estate magliette con il logo 'rifiuto speciale' andate a ruba. Oltre alle T-shirt e a capi d'abbigliamento di vario genere, anche quest'anno è stata riproposta l'iniziativa di appendere dai balconi di Grottaglie, il comune dove appunto è nata l'iniziativa, dei sacchetti di stoffa contrassegnati dal logo 'Rifiuto speciale'. Una linea dunque che sembra aver contagiato anche gli stilisti stessi che piu' volte hanno chiesto di realizzare abiti per la collezione. ''Un successo enorme il nostro - conclude Annicchiarico, creatore della collezione - ma che nonostante questo ci fa restare nell'ombra. L'anno scorso fummo invitati alla sede di Ginevra dell'Onu in occasione della firma di un'importante documento contro lo stoccaggio dei rifiuti pericolosi. Non potemmo andare perché il governo italiano ci negò l'autorizzazione''. Ma la sfilata si farà anche quest'anno e i prossimi passi, non in passerella, saranno quelli della vendita dei capi e l'investimento degli utili in una fondazione ''per il sostegno tecnico-scientifico alle comunità che subiscono rifiuti speciali''.
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